mercoledì, 02 aprile 2008 (Categoria:
Casi umani,
Riflessioni,
amore,
icone,
sesso)
Giusto per mostrare quanto è progredita la ridente cittadina nella quale vivo, c'è una lesbica che ogni settimana raggiunge milioni (e non è un'esagerazione) di pendolari con le sue parole. Una volta a settimana, questa donnina ha il potere di parlare, influenzare e raccontare, dal piccolo riquadro della sua rubrica su un quotidiano a distribuzione gratuita (che, pertanto, raggiunge molta più gente di uno a pagamento).
E' la "Gay girl about town", protagonista ogni giovedì di una rubrica sulle relazioni che viene tenuta a giorni alterni da: un uomo etero, una donna etero, un uomo gay o una donna gay. La donna gay in questione si chiama Jane Dal-cognome-assolutamente-impronunciabile Probabilmente-di-origine-polacca ed è solo l'editor del più grande e più famoso glossy magazine lesbico del paese. Pensate a Glamour, ma lesbico. Cose che in Italia se le sognano.
Uno dovrebbe essere felice che una lesbiketta abbia tutta questa visibilità nella misera vita di tutti i giorni dei pendolari inglesi. Di fatto, però, quando si scava sotto la superficie e si va a vedere quello che Jane scrive, l'unica mia reazione è voler prendere il muro a testate, o in alternativa, visto che di pendolari parliamo, buttarmi sotto la prossima metropolitana che passa.
Perché?
E' forse costei una supporter delle bisessuali indecise?
E' forse una di quelle che dice che è meglio non fare coming out?
E' forse una womanizer alla Shane, tutta sesso e niente sentimenti?
E' forse una promulgatrice delle non-etichette?
No. (Oddio, in verità l'ultima un po' sì)
La verità è che Jane Cyselzka o come minchiazza si chiama è NOIOSA.
Semplicemente, inevitabilmente noiosa.
Le sue rubriche sembrano non avere un punto ed essere piene di volta in volta di ovvietà. Le storie che racconta non hanno mai un inizio e una fine precisa. Un esempio: "La mia amica taldeitali è veramente goffa quando flirta. Di tanto in tanto, questo è successo anche a me. La ragione è che manca la chemistry." Ora, c'è davvero bisogno di una rubrica che ti dice che a volte quando ci provi con qualcuno ti dice bene, e a volte no?
L'articolo della scorsa settimana riguardava le critiche che si ricevono dalla propria partner. Jane raccontava che una delle sue ex (infinite ex, tra l'altro... dalla foto lei non sembra tanto vecchia, avrà appena trent'anni ma oh, ogni settimana cita una ex diversa a farle da spunto!!) le aveva chiesto per cortesia di non parlare d'arte in presenza d'altri, ché diciamoci la verità, Jane di arte non ne sapeva poi molto, e quindi finiva per fare sistematicamente delle figure di cacca.
Col senno di poi, Jane commenta così: "Ho capito che la sua critica mi feriva solo se io la accettavo come vera". Cara Jane, pensi che non accettando la critica e autoconvincendoti che fosse falsa, questo avrebbe cambiato il fatto che tu d'arte non sapevi una cippa? Diciamoci la verità, da lella a lella, fosse che fosse che magari la tua ex aveva ragione? T'ha mai sfiorato questa remota possibilità? Non mi sembra propriamente un ottimo relationship advice, quello di deflettere le critiche della partner ripetendosi che tanto non sono fondate. Perché magari lo sono, e magari la situazione si risolverebbe meglio parlandone che ignorandole.
C'è stata la volta che Jane ha raccontato di essersi trasferita a casa di una ex giusto tre settimane dopo essercisi messa insieme, alla vigilia di un viaggio in Germania da parte dell'altra, che le avrebbe tenute lontane per diversi mesi. La sentite la musichetta catastrofica in sottofondo, che preannuncia già dalle prime righe che non PUO' finire bene? Quell'articolo finiva con un'auto-analisi del "perché l'ho fatto?". Santiddio Jane, ma veramente devi sbattere su un quotidiano della tua "paura di rimanere sola"? Io ho un Blog Lesbiketto. Questo non è, non è mai stato e non sarà mai un luogo dove comunicare le mie personali paturnie sentimentali, se non en passant, e il più delle volte con fini umoristici (del resto ce lo dicono tutti che con noi sembra di stare a Casa Vianello).
Ti viene data una rubrica dalla diffusione ENORME - molto più ampia di quanto il tuo magazine di nicchia potrà mai fare - e tu invece di parlare di cronaca, di sessualità, delle grandi questioni dell'essere lesbica stai lì a lamentarti come una qualsiasi lettrice di rotocalco che scrive "cara Maria De Filippi mio marito mi tradisce"???
E queste cose non le penso solo io. BhMh, che mi è venuta a trovare la settimana dell'articolo sulla chemistry, e il mio adorabile collega gay e rascal Mikey, hanno letto un paio delle uscite di Jane e sono rimasti quantomeno perplessi. Mikey dice che, considerato che per una review di un concerto sullo stesso giornale ti danno appena 50 sterline (questo lo sa perché il tipo con cui sta uscendo è un giornalista musicale.......sorvoliamo), probabilmente Jane non ci si spreca più di tanto.
Ma dico io: l'uomo etero e l'uomo gay col tempo sono cambiati, passandosi il testimone... ho visto il "bando di audizione" pubblicato sulle pagine del giornale per trovare il prossimo talento a cui affidare la rubrica... ma Jane non se ne va mai?? Io sarei in prima linea per rubarle il posto e le mie storie, anche se non vado in giro per locali, sono di sicuro più interessanti...
postato da Sweet alle 17:34 :
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